eventi: Le immagini della fantasia

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Dopo essere stata presentata a ottobre presso il Palazzo Municipale di Sarmède, paese delle fiabe e promotore dell’iniziativa la XXIX mostra Le Immagini della Fantasia è arrivata a Monza e siamo andati a visitarla.
L’evento, come ha dichiarato Monica Monachesi, consulente artistico, curatrice del catalogo e coordinatrice della mostra, “nasce ogni anno con il desiderio di portare sotto gli occhi del pubblico tante meraviglie dell’editoria contemporanea internazionale. Informare per appassionare”.
Gli oltre 300 originali esposti, grazie alla disponibilità (e al coraggio!) dei 32 artisti coinvolti danno senza dubbio le coordinate del percorso che l’illustrazione per l’infanzia sta compiendo in questi anni. E dal momento che lo strumento di rappresentazione visiva del racconto ha nel caso dei prodotti destinati ai bambini praticamente la stessa funzione pedagogica della parola, non possiamo non occuparcene.
Detto questo, la mostra è sempre per me incredibilmente affascinante. Ecco che anche quest’anno abbiamo potuto rilevare accanto alle tecniche realizzative  più ardite  (collage, incisione, monotipo) parecchia china, tempera, acquerello. Sempre più espressive, però, le strutture compositive: la tendenza è decisamente quella di raccontare tramite oggetti o personaggi messi in relazione tra di loro nei modi più sorprendenti. Scene ricche di elementi narrativi, piani del racconto che si intersecano, colori che assumono un valore semantico altissimo. Una spiccata inclinazione a “suggerire” più che “illustrare” letterarlmente il racconto a tutto vantaggio di una fruizione dinamica e stimolante del testo.
La sezione tematica  della mostra è dedicata quest’anno al mondo indiano. Tra gli artisti che hanno illustrato racconti legati alla cultura indiana, ci è piaciuta molto  Aurèlia Fronty. Le sue tavole hanno catturato i colori abbaglianti delle strade d’India, degli smalti, delle sete e delle spezie e mostrano una straordinaria capacità narrativa, musicale, quasi: i personaggi si muovono in spazi onirici e sembra stiano danzando sulle note sincopate di una ballata indù mettendo in scena la loro stessa storia.
Ospite d’onore, invece, l’altoatesina Linda Wolfsgruber, illustratrice che lavora prevalentemente per l’editoria di lingua tedesca. Il suo stile colpisce per la raffinatezza delle composizioni e le ambientazioni essenziali, in cui le cose recuperano tutto il loro profondo significato.
Nei prossimi giorni A Cair Paravel potrete trovare le recensioni dei libri esposti.
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Una risposta »

  1. Adoro l’India e non vedo l’ora di farla vedere ai miei due marmocchietti adorati, sto solo aspettando che crescano un pò. Nell’attesa qualche illustrazione che regali loro l’atmosfera di questo splendido paese è un suggerimento stragradito 😉 Mi documenterò sul lavoro della Fronty

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