Salone del Libro di Messina

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Messina: Salone del Libro

Ore 10:00 di una domenica assolata: come colmare l’assenza del papà lontano per consueto viaggio di lavoro? Propongo ai miei due pargoli di pranzare da McDonald’ andando prima a visitare il Salone del Libro di Messina – alPalacultura dal 13 al 15 aprile – con l’ovvia garanzia di acquistare qualcosina nel settore bimbi.

Presenti 40 piccole case editrici, era già noto che le maggiori avrebbero disertato la kermesse, ma vista la scarsità di eventi organizzati in città per gli amanti dei libri, di sicuro valeva la pena partecipare

Acquistato un libro di Dumas sulla sua visita alle Eolie, edizione Pungitopo, in omaggio alle liparote origini del mio consorte, ci dirigiamo alla sezione dedicata all’infanzia, piuttosto esigua però, dove, accanto ai soliti libri pop-up, la nostra attenzione è attirata da un banchetto che anche a distanza di un miglio avrebbe fatto la gioia della blogger-mamma-giornalista di a Cair Paravel: tanti fantastici libri quadrati! Anch’io prediligo tale formato . Casa editrice: Kalandraka.

Compriamo due testi: Animali fantastici di Josè Jorge Letria ed Andrè Letria, e Chi vorresti essere? Di Arianna Papini. Il primo è per Paolo, , 7 anni, di cui è nota, in famiglia, la passione per le creature mitologiche, dal Minotauro a Pegaso. Il libro lo coinvolge anche perché ogni animale descrive se stesso in prima persona. Il secondo è per Matteo, 5 anni, “trasformista” per natura, ma in realtà questa lettura li appassionerà entrambi.

Presente la gentile editrice di kalndraca, Lola Barcelo, che ci spiega che è la storia a dettare la forma, in risposta alle mie domande sul significato del formato di Chi vorresti essere? In tal caso, ad esempio, sdraiata la protagonista Rebecca su un fianco, è bene che il libro si possa sfogliare in orizzontale, come alcuni calendari. Mi colpiscono le particolari illustrazioni, strane strisce bianche che attraversano il cielo ed il mare e le tenui sfumature di fiorellini rosati. L’editrice mi racconta del paziente lavoro artigianale che ha coinvolto autrice e tipografo, alle prese con carta velina per le prime e carta da regalo giapponese per i fiori: affascinante racconto della genesi di un libro!

Alla sera è scattato il gioco spontaneo di immaginazione dei due fratellini, che, leggendo l’avvicendarsi delle fantasie di Rebecca e degli animali interpellati,: il coccodrillo vorrebbe essere un tucano, il tucano un camaleonte, il camaleonte un gatto… con la descrizione della motivazione che è al centro del desiderio di trasformazione e creature che in una certa fase diventano fantastiche nelle illustrazioni, perché hanno in sé caratteristiche sia dell’animale in essere, sia dell’animale in cui lo stesso si trasformerà.

Mi stupisce la meraviglia per il creato e l’affinità misteriosa dei bambini con la natura che emerge nelle risposte che danno alla domanda: e tu chi vorresti essere? Colgono, esattamente come nel libro, aspetti sorprendentemente positivi in ogni animale. Matteo: “Vorrei essere un serpente, così terrorizzerei tutti i miei nemici”. Paolo: “ Io invece vorrei essere un leone, così potrei lavorare al circo e tutti mi applaudirebbero”.

Annamaria

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