Golosaria al Castello di Camino

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Non si tratta certo di un evento  esplicitamente dedicato ai bambini e d’altronde quella che si chiama oggi “educazione alimentare” non manca  nelle nostre scuole, specie quelle statali, in cui l’argomento rimane dei più gettonati perché “politically correct”. Eppure quello che il gruppo di Golosaria riesce a realizzare ogni anno nel Monferrato (ma anche in occasione delle altre varie manifestazioni simili programmate sul territorio nazionale) è qualcosa di molto diverso da una convention sul “mangiare sano”,  è un evento educativo in cui a mio avviso val la pena  coinvolgere i bambini.

lo sarebbe comunque, ma a maggior ragione se nelle varie location coinvolte vengono organizzati laboratori e percorsi ludico-educativi dedicati a loro.

Il castello di Camino, antica residenza della famiglia Scarampi, è stata ad esempio anche quest’anno scenario per due incontri significativi. Il primo con l’associazione brianzola Il soffio di Artemisia, che ha organizzato laboratori manipolativi per bambini tra i 5 e i 12 anni, contestualizzando nel clima fiabesco della location i temi del Golosaria.I miei figli sarebbero rimasti lì tutto il pomeriggio. Hanno impastato e preparato crumiri (poco commestibili, in realtà!), costruito torri merlate-portasucco e corone degne di principi e principesse, con materiale riciclato. Dopo di che hanno fatto merenda: tortine e biscotti artigianali, rigorosamente De.Co. (per chi non lo sapesse, “a Denominazione Comunale”, motivo conduttore della manifestazione!). Altro che le solite brioches imbustate, a base di conservanti!

Il secondo con Bieffepi Consulenze, società vercellese, che ha collaborato allo sviluppo di un percorso di visita guidata/animata del maniero. Credo che la soluzione fosse eccellente: non un percorso ludico dedicato solo ai bambini, ma la possibilità di fare il tour del castello insieme ai propri figli, con una guida capace di fornire informazioni interessanti per gli adulti e insieme di interagire con i fantasmi del castello che di quando in quando compaiono per raccontare la propria storia, litigare tra di loro, divertire i bambini e spaventarli anche un po’, il giusto, direi… Per una strana alchimia i bambini finiscono con cogliere più di un’informazione anche dalla spiegazione della guida!

… e con l’appassionarsi! Cosa c’è di più educativo? E le facce stanche e soddisfatte dei miei figli, ieri sera, al rientro, me lo hanno confermato: non è mai troppo presto per educare i più giovani a guardare con curiosità la sorprendente, eroica o meschina, umile o virtuosa storia degli uomini e  a stupirsi di fronte alla bellezza delle nostre terre e alla bontà dei frutti che grazie alla mano di quegli stessi uomini esse continuano a darci.

A mio modesto avviso, tra le “ricette anticrisi” è questa una delle più consigliabili…

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