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I Bestiolini di Gek Tessaro

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Rieccoci! Un po’ in ritardo rispetto all’inizio dell’anno “scolastico-accademico-lavorativo”, ma giustificati dall’arrivo al Castello del nuovo Piccolo Principe (il quarto per quanto mi riguarda!).logo-ho-preso-una-nota-1024x853

E l’occasione per ricominciare ce l’ha offerta il Teatro Manzoni di Monza che per questo weekend ha organizzato la due giorni “Ho preso una Nota!“. L’idea di offrire ai bambini occasioni per sperimentare la bellezza della musica coinvolgendosi direttamente e mettendosi alla prova con proposte studiate e che attingono alla tradizione, ci piace, come dire,… “a prescindere”. Nello specifico, però, all’interno del progetto trovava posto uno spettacolo di Gek Tessaro: I Bestiolini, ispirato all’omonimo cartonato edito da Franco Cosimo Panini, nella collana Zero Tre.5-bestiolini3

Eravamo rimasti affascinati dal CD allegato al libro “Il cuore di Chisciotte” vincitore  lo scorso anno del Premio Andersen come miglior albo illustrato, ma assistere dal vivo ad uno spettacolo di Gek Tessaro è un vero dono. Un regalo confezionato sul momento da artisti veri (un poeta-pittore, Gek, due musicisti e una cantante) sotto gli occhi sbalorditi dei bambini, che come ci ha raccontato a sipario chiuso Tessaro, “normalmente quando tornano a casa dai miei spettacoli si mettono a disegnare”.

Vedere fare: l’ho imparato quando tenevo i laboratori di pittura. Stavo ore a spiegare ai bambini come usare pennelli e colori e li perdevo, si distraevano… Poi appena iniziavo a dipingere, ecco che rimanevano incantati!  Cominciavano a seguirmi e il loro seguirmi era un partecipare attivamente alla nascita di un’opera. E subito dopo avevano voglia di rifarlo!”5-i-bestiolini-con-musicisti

Ci colpiscono le parole che Gek usa: non si tratta di “guardare uno che fa una cosa spiegando come si fa”, ma di “veder fare” che è anche “veder nascere”. La differenza la capisci stando lì, al buio, mentre davanti a te sul fondale del teatro rapide pennellate proiettate da una lavagna luminosa, danno vita a paesaggi incantati sui quali in tempo reale spuntano alberi e sbocciano fiori, e sussurri a tuo figlio  “Guarda, guarda cosa fa!”. Veder nascere una cosa bella è un’emozione che non si cancella facilmente.

L’immagine non è mai stata così “narrativa”. Racconta, divenendo, se stessa, racconta le parole e racconta la musica che, come ci spiegava ancora Tessaro, è protagonista, poiché in alcuni momenti “viene avanti  e io la disegno!”

E non si tratta di musica banale.  “Spesso i bambini vengono trattati come imbecilli: continuiamo a propinarligli musichette leziose, poi ci meravigliamo se a 13 anni cominciano ad ascoltare i One Derection! Ma facciamogli sentire quello che piace a noi! Facciamogli ascoltare Chopin e Mozart!”

La musica negli spettacoli di Gek Tessaro è bellissima e suonata dal vivo: una chitarra classica, una fisarmonica e la voce calda di Annalisa Buzzola che esegue canti spagnoli, polacchi, russi e alcuni brani inediti, appositamente creati per accompagnare sul palcoscenico la scanzonata esibizione dei Bestiolini. I protagonisti di questo spettacolo, infatti sono insetti, piccoli e semplici, senza pretese. Esserini minuscoli, certi soltanto di voler esserci in questo mondo, “pieno di cose belle per chi  sa vedere”.

Fiera del Libro per Ragazzi Bologna ’13

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5CC5FB0C88D0F24B5EE0EA16B8236421Due parole sulla visita lampo fatta anche quest’anno alla fiera del Libro di Bologna sono doverose. In realtà, da Bologna si torna sempre con un certo senso di insoddisfazione, lì alla bocca dello stomaco (e essere al quinto mese di gravidanza, come nel mio caso, non credo c’entri niente!). Molte promesse, forse solo vagheggiate e poi deluse. Perché, quando si parla di libri ci si aspetta sempre che gli eventi si trasformino in occasione di confronto sulle ragioni e la bellezza dello scrivere, sulle esigenze profonde dei lettori, sugli strumenti espressivi, su quanto, in buona sostanza, può appassionare chi  i libri ama leggerli. Tutto ciò a Bologna c’è, sia chiaro (in talune presentazioni con gli autori e con un po’ di fortuna tra gli stand presidiati da editori disposti a confrontarsi sui contenuti e capaci di farlo!), ma comunque in misura decisamente inferiore a ciò che può interessare chi i libri li deve semplicemente vendere! Ecco la ragione per cui come notavamo con un po’ di smarrimento lo scorso anno, la fiera è preclusa ai bambini!

Contavamo di sentir parlare di letteratura per piccolissimi, ad esempio all’incontro organizzato da Nati per leggere e AIB, in realtà in quella circostanza  si è per lo più assistito all’illustrazione di un complesso studio statistico sulle tendenze e i criteri di scelta dei libri, ricavati dall’analisi dei dati relativi ai prestiti bibliotecari. Peggio ll’incontro sull’animazione prodotta da Rai Fiction e “ispirata dall’editoria”, cosa che a differenza di quanto ingenuamente io non avessi sperato, non significa “ispirata dalla letteratura”, ma legata proprio a una compravendita dei diritti su certi preziosissimi marchi tipo Winx, Celestini, Amici Cucciolotti e il solito Geronimo Stilton (rispetto a quest’ultimo, mi piace dire che io apprezzo il cartone nella media dei cartoni per tv, più di quanto non apprezzi i libri nella media dei libri per bambini!). Per farla breve, neanche in questo caso abbiamo avuto modo di dibattere con gli sceneggiatori, di capire come e perché si fanno certe riduzioni (Rai Fiction ne ha fatte di belle di Salgari e addirittura dell’Odissea), ma ci siamo sciroppati la presentazione del palinsesto Rai del prossimo anno. Quindi ecco a voi le anticipazioni (meglio di niente!).

A settembre, i ragazzini siano avvertiti, parte la nuova serie totalmente rinnovata dei Celestini, in digitale, con un effetto 3D ispirato ai videogiochi. Molta più azione, ritmi più dinamici, target più alto. Da un videogioco nascono anche i Linkers, realizzato con la tecnica della motioncapture. Ai maschi dovrebbe piacere…

Per le ragazzine, insieme alla seconda serie di Mia and me (immaginavate che si trattasse di un prodotto italiano? Le scene live sono girate a Roma e la grafica, splendida è realizzata da un gruppo italo tedesco!)  arrivano le Ragazze dell’Olimpo! Avete presente la fortunatissima serie con le tre dee-barbie-adolescenti in copertina? Una sfida alle Winx nel cuore delle nostre figlie, direi di un’età compresa tra i 4 e i 10 anni.

Promettente, invece, anche per quei genitori che preparando la cena si dovessero trovare a guardare i cartoni con i figli, Jules Verne, ovvero le straordinarie avventure del giovane Giulio Verne, strarimaneggiate  e attribuite impropriamente al nostro, che come noto, nella realtà, non si mosse mai dalla sua scrivania… Poco importa. La grafica di altissima qualità, certa cura nella costruzione del plot, nella regia e nello sviluppo dei dialoghi (dal trailer almeno!) fanno immaginare che si tratti di un prodotto accattivante e tutto sommato costruttivo, perché potrebbe davvero incuriosire i bambini e spingerli a andare oltre tuffarsi nei meravigliosi libri in cui il mondo fantastico di Verne ha preso vita…

A Bologna, infine, le anticipazioni dei candidati al premio Andersen, che tenteremo di leggere e recensire per tempo, il solito bazar di illustrazioni (niente che ci abbia colpito particolarmente, complice anche la scarsità di tempo a disposizione) e poche novità editoriali interessanti, di cui daremo ragione in singoli post a seguire.

Riguardo invece alla scoppiettante presentazione dell’ultimo libro di Pierdomenico Baccalario, “Nella Bibbia ho incontrato”, rivelatosi occasione per un “simpatico” attacco all’editoria e alla cultura cattolica, rimando a Tempi.it.

Chi vorresti essere?

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Imagescritto e illustrato da Arianna Papini

edito da Kalandraka

“Chi vorresti essere, Rebecca?” Avrei giurato che gli occhietti allampanati dei personaggi, i colori sbiaditi e terrosi, la rigidità delle strutture illustrative di questo libro avrebbero lasciato perlomeno perplessi i bambini. Io per prima avevo trovato inquietanti e poco comunicative a primo acchito le figure ritagliate e statiche con cui Arianna Papini racconta la trafila di fantasie di una bambina di nome Rebecca. In realtà non è così: ho scoperto testandolo che questo libro riesce a catturare l’attenzione dei bambini, trascinandoli in un percorso a staffetta che lascia un messaggio chiaro. Proprio loro, i bambini, lo colgono immediatamente: è davvero grande il dono che agli uomini è stato fatto, ovvero l’Immaginazione! La capacità tutta umana di immedesimarsi col cuore in altri esseri viventi e guardare i mondo con i loro occhi, stupirsene da un punto di vista che non è quello usuale, abbracciare tutto il creato in un unico grande sguardo e coglierlo in profondità. Una capacità alimentata dal desiderio di superare i propri limiti, da un’invidia costruttiva, per così dire, per le abilità che alcuni animali hanno. Dunque questo libro, che si legge in orizzontale come un calendario, ha richiesto da parte mia, lo ammetto, una rilettura, che mi ha indotto a comprendere il perché del piazzamento tra i finalisti del IV Premio Compostela per gli albi illustrati.

Tout autour de moi

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scritto e illustrato da Clotilde Perrin

edito da Rue du Monde

Anche questo libro lo abbiamo scoperto alla mostra Le Immagini della fantasia. Le tavole originali, insieme ai bozzetti, che di “etti” non avevano molto, poichè erano cartoni dalle dimensioni imponenti, consentivano di apprezzare la tecnica pittorica raffinata e la cura con cui i dettagli erano  messi in relazione l’uno con l’altro, eppure, lì appesi al muro, erano evidentemente fuori posto. Questo albo cartonato, infatti, è nato per essere appoggiato a terra e letto da tutti i lati, girandoci intorno, come se ci si affacciasse ad un pozzo di figure e colori! Le illustrazioni sono concepite come un vortice di elementi orientati in modo concentrico. “Tutto intorno a me” ruota un mondo pieno di oggetti, di animali, di mani, di piedi e di sorrisi e i bambini sono chiamati a scoprirli rispondendo alle provocazioni della voce narrante. Frasi brevissime (il libro è stampato in fancese) che lanciano con garbo in una ricerca lieve che diverte i bambini, invitandoli a osservare il mondo da diversi punti di vista e a individuare un filo di continuità tra le cose e le persone.