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Arriva Lia e il Mare

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cover-liaSarà il caso di dirne qualche parola anche al Castello, di questo albo illustrato, dal momento che mancano davvero pochi giorni all’uscita nelle librerie… l’autrice è proprio la sottoscritta! Quindi eccone in anteprima esclusiva per i frequentatori del castello, la prima pagina.

Lia e il Mare è la  storia di una piccola tartaruga siciliana (le tartarughe siciliane più famose, le Emys Trinacris, sono davvero minuscole! Non più grandi di un sassolino…), particolarmente curiosa e particolarmente tenace, ma soprattutto testarda nel perseguire i propri desideri e capace di accogliere con umiltà l’aiuto più inatteso. lia 1

Giorno 13 giugno il libro con le splendide illustrazioni di Anna Leotta, sarà nelle librerie di tutta Italia: andatelo a cercare!!!!!

Vi aggiornerò sulle presentazioni in programma.

Il principe ranocchio – Le tre piume

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il-principe-ranocchio-bSulla scia delle celebrazioni per il duecentenario dalla prima pubblicazione, nel dicembre del 1812,  delle Fiabe del focolare, scritte dai due famosi fratelli linguisti e filologi tedeschi Jacob e Wilhelm Grimm, la casa editrice torinese Lindau ha da poco presentato Il principe Ranocchio o Enrico di Ferro. Si tratta di un giralibro, ovvero di un albo illustrato che comprende due racconti, che si incontrano a metà strada, imponendo che il libro venga letto in un verso e, girandolo a testa in giù, nell’altro. L’idea per i bambini è estremamente intrigante. Anche perché in modo esplicito una delle due storie è dedicata ai “piccoli principi-ranocchi” e l’altra  alle “piccole principesse-ranocchie” e ci potete scommettere che in entrambi i casi difficilmente sia l’uno che l’altra potranno resistere alla tentazione di dare una sbirciatina dall’altra parte del sipario, nel mondo a testa in giù che è quello del sesso opposto…

Questa versione della celebre favola dei Grimm è soprattutto un’edizione integrale. Nulla tralascia o offusca dunque dell’essenzialità educativa dei racconti dei Grimm, che notoriamente non erano affatto destinati a un pubblico di bambini e che a noi sono giunti in forma edulcorata attraverso una traduzione inglese della settima edizione. Niente di cruento, sia chiaro, nella vicenda del principe trasformato in ranocchio da una strega invidiosa, che tra l’altro non si vede mai, ma neppure infiorettature romantiche. La principessa qui cede semplicemente all’autorità del padre, che è un genitore capace di educare e di indicare alla figlia il percorso giusto da seguire. Ad essere premiato in buona sostanza è in fine il re che avrà un erede al trono degno di lui. E il ranocchio riacquista il proprio aspetto originale in virtù dell’autorità e della rettitudine del sovrano e non certo per riconoscenza alla principessa, che non apre affatto il proprio cuore e anzi finisce con lo schiantare il povero ranocchio contro il muro!

Ma soprattutto la versione integrale offre l’opportunità di conoscere il secondo protagonista di questa storia, il servo Enrico, modello lui sì di fedeltà e attaccamento profondo al bene di un amico…

Capovolto il libro ci imbattiamo in un racconto decisamente meno noto, anche questo privo di sentimentalismi, eppure ricco di rassicurante senso pratico e commovente gratuità…

Le illustrazioni: nella migliore tradizione della collana “Grandi avventure seguendo una stella”, la narrazione di svolge in un mondo grafico affascinante, che cattura il bambino. Il mix è dato dai disegni dei piccoli illustratori, di età compresa tra i 7 e i 10 anni, che hanno partecipato a laboratori creativi guidati e dal gusto raffinato delle curatrici Raffaella Carnovale, Adriana Rocchi e Annalena Valenti

In cerca del vento

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thumbs.phpScritto e illustrato da Lindsey Yankey

Edito da Donzelli Editore

età di lettura dai 3 anni in su

A sfogliarne le ampie pagine, appena acquerellate con delicatissimi colori pastello, si ha l’impressione che questo albo illustri paesaggi urbani europei e che vi sottenda una sensibilità nordica. Questa giovanissima Lindsey Yankey, invece, è americana, del Kansas.

In cerca del Vento è uno dei volumi più emozionanti che abbiamo portato via dalla Fiera del Libro per Ragazzi di Bologna. La grafica della Yankey ci piace molto. Qualcuno la potrà trovare algida, ma io credo che abbassare i toni quando si parla con i bambini a volte sia bello. Picasso scrisse una volta che “qualsiasi manufatto è un opera d’arte se si vede la fatica dell’artista” e le tavole di questa giovanissima americana raccontano un lavoro progettuale non improvvisato,  l’utilizzo di tecniche realizzative diverse, sovrapposte con perizia in tempi successivi, e una mano davvero felice nel tracciare dettagli di umanità su volti appena abbozzati o nella scene di strada.

La storia di questo uccellino blu, inoltre, nella sua linearità, è di quelle che sembra siano nate da sé, quasi scontata. Racconta una dinamica di crescita semplicissima e vera, nella quale i bambini vengono risucchiati, perché c’è dentro tutto il loro desiderio di spiccare il volo e di farlo in autonomia, ma sentendosi le spalle protette. Ed è bella la figura di un educatore che c’è anche se non si vede, perché sa che ad un certo punto il suo compito consiste nel nascondersi e lasciarsi seguire da lontano, affinché il figlio prenda coscienza di sé. Senza fargli mancare però una carezza finale…

Il volo delle rondini

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locandina_il_volo_delle_rondiniQuest’anno va così: anche la prima settimana di aprile si chiude sotto un cielo grigio e bigio. Nonostante i ciliegi negli spartitraffico e lungo i vialetti dei giardini pubblici stiano dando grandi prove di orgoglio fiorendo a dispetto delle temperature, ostinatamente inchiodate sotto le medie stagionali, l’atmosfera nelle nostre città resta surreale. Ne risentono i nostri figli, inquieti a causa della prolungata astinenza da passeggiate al parco e gite in bici… Ne risentiamo noi, mamme e papà, esauste vittime della suddetta inquietudine!

Ecco che scorrendo gli scaffali della libreria l’occhio cade su un libretto edito da Fatatrac che mi riporta alla memoria uno degli spettacoli più primaverili e lirici messi in scena dalla Compagnia Bella: Il volo delle rondini.

L’autore, Giampiero Pizzol, oltre a costruire un racconto drammaturgicamente efficace, dispone di una prosa piacevole e immaginifica, che consente una lettura ad alta voce di scuro effetto. Lo riprendo e lo consiglio a chi nei pomeriggi di pioggia volesse con i propri bambini combattere la  “nostalgia di Primavera”…

La storia? Un percorso di crescita, il cui protagonista è u giovane salice tormentato dal  desiderio di muoversi per il mondo, meglio ancora, di volare! Come dargli torto dal momento che la sua migliore amica è una rondine, Nerina, la quale insieme alle sue tante amiche non fa altro che raccontare dei luoghi lontani e magnifici che ogni anno visita durante il suo volo verso le terre calde del Sud e dei curiosi animali che vi abitano?

Nonostante gli ammonimenti del Vecchio Rondone, Nerina decide di aiutare l’amico albero a realizzare il suo sogno, mettendo in piedi un complesso piano il cui esito, neppure a dirlo, si rivelerà disastroso. Quello del nostro salice, dunque, era un desiderio illecito? Una smania da censurare? Sarà il saggio gufo a rimettere le cose a posto, spiegando al salice e alla sua intraprendente amica che in realtà gli alberi volano! Ma lo fanno in un momento preciso della loro vita, all’inizio di essa, quando, ancora nella forma di seme, vengono trasportati dal vento o tra le piume delle rondini fino alla destinazione definitiva, lì dove metteranno radici e cresceranno, trasformandosi in case frondose e accoglienti per gli uccelli, di ritorno dal lungo viaggio…

Fiera del Libro per Ragazzi Bologna ’13

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5CC5FB0C88D0F24B5EE0EA16B8236421Due parole sulla visita lampo fatta anche quest’anno alla fiera del Libro di Bologna sono doverose. In realtà, da Bologna si torna sempre con un certo senso di insoddisfazione, lì alla bocca dello stomaco (e essere al quinto mese di gravidanza, come nel mio caso, non credo c’entri niente!). Molte promesse, forse solo vagheggiate e poi deluse. Perché, quando si parla di libri ci si aspetta sempre che gli eventi si trasformino in occasione di confronto sulle ragioni e la bellezza dello scrivere, sulle esigenze profonde dei lettori, sugli strumenti espressivi, su quanto, in buona sostanza, può appassionare chi  i libri ama leggerli. Tutto ciò a Bologna c’è, sia chiaro (in talune presentazioni con gli autori e con un po’ di fortuna tra gli stand presidiati da editori disposti a confrontarsi sui contenuti e capaci di farlo!), ma comunque in misura decisamente inferiore a ciò che può interessare chi i libri li deve semplicemente vendere! Ecco la ragione per cui come notavamo con un po’ di smarrimento lo scorso anno, la fiera è preclusa ai bambini!

Contavamo di sentir parlare di letteratura per piccolissimi, ad esempio all’incontro organizzato da Nati per leggere e AIB, in realtà in quella circostanza  si è per lo più assistito all’illustrazione di un complesso studio statistico sulle tendenze e i criteri di scelta dei libri, ricavati dall’analisi dei dati relativi ai prestiti bibliotecari. Peggio ll’incontro sull’animazione prodotta da Rai Fiction e “ispirata dall’editoria”, cosa che a differenza di quanto ingenuamente io non avessi sperato, non significa “ispirata dalla letteratura”, ma legata proprio a una compravendita dei diritti su certi preziosissimi marchi tipo Winx, Celestini, Amici Cucciolotti e il solito Geronimo Stilton (rispetto a quest’ultimo, mi piace dire che io apprezzo il cartone nella media dei cartoni per tv, più di quanto non apprezzi i libri nella media dei libri per bambini!). Per farla breve, neanche in questo caso abbiamo avuto modo di dibattere con gli sceneggiatori, di capire come e perché si fanno certe riduzioni (Rai Fiction ne ha fatte di belle di Salgari e addirittura dell’Odissea), ma ci siamo sciroppati la presentazione del palinsesto Rai del prossimo anno. Quindi ecco a voi le anticipazioni (meglio di niente!).

A settembre, i ragazzini siano avvertiti, parte la nuova serie totalmente rinnovata dei Celestini, in digitale, con un effetto 3D ispirato ai videogiochi. Molta più azione, ritmi più dinamici, target più alto. Da un videogioco nascono anche i Linkers, realizzato con la tecnica della motioncapture. Ai maschi dovrebbe piacere…

Per le ragazzine, insieme alla seconda serie di Mia and me (immaginavate che si trattasse di un prodotto italiano? Le scene live sono girate a Roma e la grafica, splendida è realizzata da un gruppo italo tedesco!)  arrivano le Ragazze dell’Olimpo! Avete presente la fortunatissima serie con le tre dee-barbie-adolescenti in copertina? Una sfida alle Winx nel cuore delle nostre figlie, direi di un’età compresa tra i 4 e i 10 anni.

Promettente, invece, anche per quei genitori che preparando la cena si dovessero trovare a guardare i cartoni con i figli, Jules Verne, ovvero le straordinarie avventure del giovane Giulio Verne, strarimaneggiate  e attribuite impropriamente al nostro, che come noto, nella realtà, non si mosse mai dalla sua scrivania… Poco importa. La grafica di altissima qualità, certa cura nella costruzione del plot, nella regia e nello sviluppo dei dialoghi (dal trailer almeno!) fanno immaginare che si tratti di un prodotto accattivante e tutto sommato costruttivo, perché potrebbe davvero incuriosire i bambini e spingerli a andare oltre tuffarsi nei meravigliosi libri in cui il mondo fantastico di Verne ha preso vita…

A Bologna, infine, le anticipazioni dei candidati al premio Andersen, che tenteremo di leggere e recensire per tempo, il solito bazar di illustrazioni (niente che ci abbia colpito particolarmente, complice anche la scarsità di tempo a disposizione) e poche novità editoriali interessanti, di cui daremo ragione in singoli post a seguire.

Riguardo invece alla scoppiettante presentazione dell’ultimo libro di Pierdomenico Baccalario, “Nella Bibbia ho incontrato”, rivelatosi occasione per un “simpatico” attacco all’editoria e alla cultura cattolica, rimando a Tempi.it.

Passa Gesù

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realizzato dal Gruppo Il Sicomoro

edito da San Paolo

Il primo di una serie di libri in cui il passaggio di Cristo su questa terra, i momenti vissuti da Dio come uomo tra gli uomini, vengono rivissuti attraverso le rappresentazioni che gli artisti ne hanno fatto nei secoli.

L’idea non è nuovissima, ma è qui ben realizzata. I dipinti che descrivono la Vocazione di Giacomo e Andrea o quella di Matteo, l’incontro con la samaritana e quello con la Maddalena, la risurrezione di Lazzaro e la guarigione del cieco nato, sono scelti tra le opere dei più grandi pittori italiani (ci sono Giotto, Duccio da Boninsegna, Annibale Carracci, Pino Lorenzetti, il Beato Angelico), affiancati dal testo evangelico. Il bambino è invitato a fare prima un lavoro personale di ricerca dei dettagli significativi in base alle informazioni di cui è in possesso. Solo nella pagina successiva la sua attenzione viene attirata sui vari particolari. Brevi paragrafi definiti anche graficamente illustrano il significato degli oggetti, dei colori, dei gesti e degli attributi iconografici dei personaggi. In tono colloquiale vengono spiegate tradizioni  o fatti precedenti che gettano luce sulle scelte dei pittori.

Il dipinto  viene decodificato insieme al bambino, non per velleità filologica, ma per “riascoltare con gli occhi” un racconto in cui ci si può immedesimare, per rivivere quegli incontri.

Il motivo per cui questo libro ci è piaciuto è che parte da una  consapevolezza: che la dinamica dell’incontro più volte testimoniata dai vangeli è il metodo scelto da Gesù per entrare nelle nostre vite. E’ così che fa: ci chiama per nome! Attraverso la lettura di questi dipinti il libro riesce a suscitare nel bambino curiosità e stupore per un Dio che passa, incontra e chiama per nome…

La tempesta

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scritto da William Shakespeare

adattato da Alba Meo

illustrato da Desideria Guicciardini

edito da Lapis

 

Non è sempre detto che da una buona idea venga fuori un buon prodotto finale, ma questo albo appena arrivato nelle librerie nella sue seconda edizione riveduta, è davvero bello.

L’intento di Alba Meo non è stato evidentemente appena quello di “semplificare” un testo teatrale spesso, come sono le opere shakespeariane, in modo da renderlo comprensibile ai bambini, o (peggio ancora sarebbe stato!) in modo da incuriosirli perché di accostino al teatro. Questa Tempesta prende spunto dall’opera del grande drammaturgo per raccontare ai bambini con parole e immagini un’intensa storia di magia, amore, ravvedimento e perdono.

E il pregio principale del lavoro fatto da Alba Meo e Desideria Guicciardini consiste proprio nel fatto che parole e immagini non tradiscono lo spirito dell’opera originale, pur alleggerendo i toni, e si amalgamano tra di loro  come in un buon albo illustrato deve accadere. Poche citazioni,  insieme a un ritmo ampio, musicale,  conferiscono alla prosa (solo a volte un po’ troppo dilungata e impegnativa quando riempie un’intera pagina) il vigore di una regia teatrale, sostenuta e potenziata dalle illustrazioni, nelle quali è possibile scorgere movimenti larghi e solenni. Eppure la struttura narrativa non ha nulla di drammaturgico: è quella di una fiaba, e le immagini non scimmiottano scenografie più o meno spettacolari, ma sfruttano tutta la capacità espressiva della pagina, in cui gli estati emotivi dei personaggi possono prendere forma di proiezioni oniriche, come la scacchiera, che è davvero presente sul finire del dramma, ma che qui diventa lo scenario del dolore dei due ragazzi divisi dall’inspiegabile rancore di Prospero, o la selva di ceppi giganteschi in cui Ferdinando è imprigionato.

Suggestiva, infine la nuova copertina, in cui si rappresenta la scena, che nell’opera viene solo ricordata, dell’arrivo dei Prospero e Miranda esuli, sull’isola. In una barca, che si specchia in un mare calmissimo, contrappasso di quella tempesta che ancora deve avvenire, dove non tutti i dettagli si riflettono e a volte lo fanno in modo bizzarro, le pagine dei libri di magia prendono il volo e si trasformano in quelle creaturine lievi che daranno loro la forza di sopravvive dodici anni. Nessuna sapienza, però libera Prospero dai suoi sentimenti di odio e vendetta. Solo l’amore tra i due ragazzi e il pentimento del fratello lo ammorbidiscono al punto di perdonare e rinunciare alle lusinghe della magia.

Peccato che questo passaggio sia stato forse poco sottolineato, lasciando la sensazione che Prospero sia un personaggio monolitico, che cambia perché ha già deciso di cambiare e scatena tutta la vicenda solo per crearsi un pretesto, sapendo già come sarebbe andata a finire.