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Lia e l’Incantastorie

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1001829_189310704564467_1427036708_nMilazzo, Sicilia, domenica pomeriggio. Il cielo si è ripulito dalle fosche nubi nere che lo hanno oscurato per tutta la mattinata e anche l’irriverente tromba d’aria di ieri è solo un lontano ricordo. Sulle  spiagge sono risbocciati in poche ore decine di ombrelloni diseguali e variopinti. Gli stabilimenti balneari hanno ripreso a popolarsi di corpi abbronzatissimi, tornitissimi e tatuatissimi e a risuonare dei tormentoni estivi, delle urla di bambini eccitati o stanchi (comunque urlanti!), di quelle delle mamme e degli animatori  che da una parte fanno di tutto per rendere i pargoli euforici, dall’altra tentano di disciplinarne l’euforia…

Pochi metri più in là, un’area ristoro deserta, ombreggiata da palme generose, una fila di sedie disposte ad anfiteatro e un banchetto sul quale qualcuno ha esposto con cura… dei libri! Un cartello all’ingresso annuncia la presentazione di un albo illustrato per bambini dai quattro agli otto anni.  I bambini arrivano alla spicciolata e dopo un po’ eccoli lì, seduti a terra, con i piedi sporchi di sabbia, i musi imbrattati di gelato e gli occhi sgranati puntati su un tipo “voluminoso”, col faccione incorniciato da una folta barba: è il cantastorie. Costui si leva in piedi,  richiama con voce tonate l’attenzione del giovane pubblico e dà inizio alla magia… La storia parla di una tartaruga di nome Lia, “piccola come un sassolino”, che non ha mai visto il mare e che per questo viene canzonata da un asino “smargiasso”. Al raglio tonante del somaro, dal forte accento “alla Montalbano”, risponde la vocetta sottile della tartarughina, cui fa da contrappunto quella pastosa di una cornacchia, che provvidenzialmente interviene in aiuto della caparbia e coraggiosa Lia… Il viaggio è lungo e affascinante. Lia sorvola colline e piane colorate, bianche masserie, laghetti azzurrissimi, fino a raggiungere l’agognata distesa di blu…

I bambini sono incantati! Al termine del racconto si gettano a capo fitto in un laboratorio creativo: scelgono ciascuno un sassolino e si mettono ad armeggiare con colla, frammenti di jeans, tempera e porporina per costruire tante piccole tartarughe.1001652_189311744564363_640924677_nphoca_thumb_l_7190_189312341230970_1806920466_n

In sottofondo la risacca del Mare (quello vero!) che intona il suo canto lento e schiumoso, eco di un  richiamo irresistibile…

1044775_189310597897811_1961557383_nHo assistito  a questa scena perché, lo devo confessare, in qualità di autrice del racconto (Lia e il Mare, ed Lindau), ricoprivo il ruolo della tartaruga,  ma ne sono rimasta stupita quanto il più piccolo degli spettatori.

Il cantastorie si chiama Nunzio, gestisce la Libreria Incantastorie, al centro di Milazzo, e d’estate fa anche questo: porta i suoi libri sulle spiagge e li legge ai bambini! I libri Nunzio tenta anche di venderli, s1044537_189312517897619_248791895_nia ben chiaro, né è l’unico a far cose del genere. Lo fa con particolare talento, però, e soprattutto con la passione di chi alla bellezza e all’importanza del raccontare ci crede davvero. E il fenomeno, non nuovo, ma sempre più diffuso, ci incuriosisce e ci commuove: l’idea di una nuova stagione per i libri che nei mesi caldi abbandonano gli spazi chiusi e seguono i bambini all’aperto, nei luoghi di svago, ci piace tantissimo! Ci sembra la strada da battere! Che la lettura ad alta voce possa prender corpo sullo sfondo di montagne verdi o a pochi metri dalla riva del mare, dove le immagini suscitate dalle parole si sovrappongono a quelle reali captate con gli occhi, dove in modo più vivido e immediato i bambini possano sperimentare il potere evocativo della narrazione e affinare il gusto per la parola…

L’estate è appena iniziata. Cosa augurarsi, se non che sempre più cantastorie vogliano invadere stabilimenti balneari,  resort e villaggi turistici? Ai genitori, buona caccia!

Il volo delle rondini

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locandina_il_volo_delle_rondiniQuest’anno va così: anche la prima settimana di aprile si chiude sotto un cielo grigio e bigio. Nonostante i ciliegi negli spartitraffico e lungo i vialetti dei giardini pubblici stiano dando grandi prove di orgoglio fiorendo a dispetto delle temperature, ostinatamente inchiodate sotto le medie stagionali, l’atmosfera nelle nostre città resta surreale. Ne risentono i nostri figli, inquieti a causa della prolungata astinenza da passeggiate al parco e gite in bici… Ne risentiamo noi, mamme e papà, esauste vittime della suddetta inquietudine!

Ecco che scorrendo gli scaffali della libreria l’occhio cade su un libretto edito da Fatatrac che mi riporta alla memoria uno degli spettacoli più primaverili e lirici messi in scena dalla Compagnia Bella: Il volo delle rondini.

L’autore, Giampiero Pizzol, oltre a costruire un racconto drammaturgicamente efficace, dispone di una prosa piacevole e immaginifica, che consente una lettura ad alta voce di scuro effetto. Lo riprendo e lo consiglio a chi nei pomeriggi di pioggia volesse con i propri bambini combattere la  “nostalgia di Primavera”…

La storia? Un percorso di crescita, il cui protagonista è u giovane salice tormentato dal  desiderio di muoversi per il mondo, meglio ancora, di volare! Come dargli torto dal momento che la sua migliore amica è una rondine, Nerina, la quale insieme alle sue tante amiche non fa altro che raccontare dei luoghi lontani e magnifici che ogni anno visita durante il suo volo verso le terre calde del Sud e dei curiosi animali che vi abitano?

Nonostante gli ammonimenti del Vecchio Rondone, Nerina decide di aiutare l’amico albero a realizzare il suo sogno, mettendo in piedi un complesso piano il cui esito, neppure a dirlo, si rivelerà disastroso. Quello del nostro salice, dunque, era un desiderio illecito? Una smania da censurare? Sarà il saggio gufo a rimettere le cose a posto, spiegando al salice e alla sua intraprendente amica che in realtà gli alberi volano! Ma lo fanno in un momento preciso della loro vita, all’inizio di essa, quando, ancora nella forma di seme, vengono trasportati dal vento o tra le piume delle rondini fino alla destinazione definitiva, lì dove metteranno radici e cresceranno, trasformandosi in case frondose e accoglienti per gli uccelli, di ritorno dal lungo viaggio…