La tempesta

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scritto da William Shakespeare

adattato da Alba Meo

illustrato da Desideria Guicciardini

edito da Lapis

 

Non è sempre detto che da una buona idea venga fuori un buon prodotto finale, ma questo albo appena arrivato nelle librerie nella sue seconda edizione riveduta, è davvero bello.

L’intento di Alba Meo non è stato evidentemente appena quello di “semplificare” un testo teatrale spesso, come sono le opere shakespeariane, in modo da renderlo comprensibile ai bambini, o (peggio ancora sarebbe stato!) in modo da incuriosirli perché di accostino al teatro. Questa Tempesta prende spunto dall’opera del grande drammaturgo per raccontare ai bambini con parole e immagini un’intensa storia di magia, amore, ravvedimento e perdono.

E il pregio principale del lavoro fatto da Alba Meo e Desideria Guicciardini consiste proprio nel fatto che parole e immagini non tradiscono lo spirito dell’opera originale, pur alleggerendo i toni, e si amalgamano tra di loro  come in un buon albo illustrato deve accadere. Poche citazioni,  insieme a un ritmo ampio, musicale,  conferiscono alla prosa (solo a volte un po’ troppo dilungata e impegnativa quando riempie un’intera pagina) il vigore di una regia teatrale, sostenuta e potenziata dalle illustrazioni, nelle quali è possibile scorgere movimenti larghi e solenni. Eppure la struttura narrativa non ha nulla di drammaturgico: è quella di una fiaba, e le immagini non scimmiottano scenografie più o meno spettacolari, ma sfruttano tutta la capacità espressiva della pagina, in cui gli estati emotivi dei personaggi possono prendere forma di proiezioni oniriche, come la scacchiera, che è davvero presente sul finire del dramma, ma che qui diventa lo scenario del dolore dei due ragazzi divisi dall’inspiegabile rancore di Prospero, o la selva di ceppi giganteschi in cui Ferdinando è imprigionato.

Suggestiva, infine la nuova copertina, in cui si rappresenta la scena, che nell’opera viene solo ricordata, dell’arrivo dei Prospero e Miranda esuli, sull’isola. In una barca, che si specchia in un mare calmissimo, contrappasso di quella tempesta che ancora deve avvenire, dove non tutti i dettagli si riflettono e a volte lo fanno in modo bizzarro, le pagine dei libri di magia prendono il volo e si trasformano in quelle creaturine lievi che daranno loro la forza di sopravvive dodici anni. Nessuna sapienza, però libera Prospero dai suoi sentimenti di odio e vendetta. Solo l’amore tra i due ragazzi e il pentimento del fratello lo ammorbidiscono al punto di perdonare e rinunciare alle lusinghe della magia.

Peccato che questo passaggio sia stato forse poco sottolineato, lasciando la sensazione che Prospero sia un personaggio monolitico, che cambia perché ha già deciso di cambiare e scatena tutta la vicenda solo per crearsi un pretesto, sapendo già come sarebbe andata a finire.

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  1. È sempre opera meritoria proporre Shakespeare ai più piccoli, pur con notevoli e comprensibili difficoltà. Il tuo blog è uno dei miei punti di riferimento per la letteratura per ragazzi, visto il mio interesse. Leggo sempre, ma non commento mai, sono una che ama ascoltare e leggere, riflettendoci su. 🙂
    Annarita

    • Grazie per gli apprezzamenti, Annarita. I vostri commenti sono preziosi. Il lavoro di spulciare il panorama editoriale per ragazzi, “vagliare tutto e trattenere il meglio”, lo dobbiamo fare insieme. Aspetto sempre i vostri contributi

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